Il Melloblocco, organizzato dal Comune di Val Masino dall'8 all'11 maggio 2008, è pronto ad accogliere il gran numero di partecipanti attualmente già preiscritti.

Oltre alla complessa organizzazione logistica di un evento di questa portata vogliamo qui sottolineare il grande lavoro svolto "in silenzio" dallo staff tecnico che prepara i blocchi gara e le locations, sempre nuove, presso le quali si svolgerà il raduno.

L'idea vincente di questa manifestazione, infatti, è quella di proporre ogni anno nuove zone boulder oltre alle centinaia di blocchi già presenti in valle.

Questo soddisfa l'esigenza di poter disporre ogni anno di passaggi inediti sui massi "a montepremi" e di poter offrire alla gran massa degli appassionati nuove aree e nuove difficoltà.

Ma l'idea eccezionale del tracciatore - leader indiscusso dell'arrampicata in valle - Simone Pedeferri, il "valore aggiunto" a tutto ciò, è che gli spazi destinati al Melloblocco sono spesso aree di fondovalle un tempo coltivate e attualmente reimboschite e abbandonate. Ripulirle da rovi e piante infestanti permette a turisti e abitanti di riappropriarsi di fette di territorio prima dimenticate che, passato il Melloblocco, resteranno a disposizione di tutti e frequentabili nel tempo.

E' questo il caso della "collinetta", che i "local" chiamano móta, una zona adiacente a San Martino che il "Piri", insieme a uno staff di entusiasti (e impolverati) collaboratori e ai tecnici forestali di Ersaf, sta ripristinando in questi giorni.

 

<<Da tre anni piantava alberi in quella solitudine. Ne aveva piantati centomila. Di centomila ne erano spuntati ventimila. Di quei ventimila, contava di perderne ancora la metà, a causa dei roditori o di tutto quel che c'è di imprevedibile nei disegni della Provvidenza. Restavano diecimila querce che sarebbero cresciute in quel posto dove prima non c'era nulla>>. (...). <<Ma la trasformazione avveniva così lentamente che entrava nell'abitudine senza provocare stupore>>. (...). <<Perciò nessuno disturbava l'opera di quell'uomo. Se l'avessero sospettato l'avrebbero ostacolato. Era insospettabile. Chi avrebbe potuto immaginare, nei villaggi e nelle amministrazioni, una tale ostinazione nella più magnifica generosità?>>.

Jean Giono in L'uomo che piantava gli alberi, Salani Editore, Trebaseleghe 2008.

www.melloblocco.it

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