Lidia e Mario, venerdì 11 settembre, hanno scalato il Pizzo Roseg 3936 m per la Eselgrat (via normale dal versante settentrionale) in condizioni ormai autunnali.
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Descrizione dettagliata della “Eselgrat” Attraversata per intero verso destra la Vadret da Tschierva si scavalca una breve fascia rocciosa per portarsi sulla spalla nevosa che costituisce l'inizio della Eselgrat. Dal punto più alto (a destra) del piccolo nevaio, si afferrano le prime rocce superando uno dei passaggi più impegnativi dell'intera cresta (III grado; ancoraggio di sosta subito a monte). Si prosegue grossomodo sul filo, o pochi metri a sinistra, ad aggirare i passaggi più verticali fino a guadagnare una prima sommità tondeggiante. Tracce di sentiero in discesa portano a un nuovo tratto di cresta che, superato restando leggermente a sinistra, termina presso una piatta, ampia zona di sfasciumi. Giunti ai piedi di una torre compatta si infila una cengia sulla sinistra che, con una quarantina di metri in discesa (tracce di sentiero), porta a un terrazzo sabbioso sovrastato da un grande diedro e delimitato sulla destra da placche rossastre. Arrampicando per intero nel diedro (faticoso) oppure evitando i tratti più impegnativi lungo le cenge laterali (alcuni spit), se ne raggiunge la sommità (per la discesa dal diedro stesso si possono effettuare n. 3 corde doppie da 25 metri ; soste attrezzate). Una facile placconata a destra del filo di cresta porta alla base di un austero diedro-camino. Superato l'ostacolo (III grado, alcuni spit), si vince anche la soprastante fessura verticale oppure la si evita sulla destra con un breve traverso esposto (spit). Per terreno più semplice si calca la cima di quest'ultima torre. Arrampicando in discesa per una decina di metri si raggiunge infine il ghiacciaio pensile, lungo il quale si prosegue verso l'anticima del Pizzo Roseg. |