Daniele Fiorelli

Sono nato e cresciuto a S.Martino, l'ultimo centro abitato della Val Masino, dove la valle si biforca, a est si apre la Val di Mello e verso ovest la valle dei Bagni.
Se in un primo periodo della mia crescita la Valle dei Bagni, con i suoi boschi, le terme, la vecchia carrozzabile, l'impetuoso torrente con le sue belle e affascinanti cascate, rappresentava un luogo ideale per vivere la voglia di libertà e di contatto con l'ambiente naturale, crescendo l'attenzione si è rivolta sempre più verso la Val di Mello.
Con il nonno Guglielmo, la Guida anziana della famiglia, ho imparato senza lezioni particolari o trattati di alcunché, a rispettare e ricercare sempre un equilibrio con l'ambiente; ho imparato a capire che in montagna ogni azione deve essere prevista, dosata ed eseguita ricercando sempre un'armonia con il territorio.
Con lui sono salito per la prima volta al rifugio gestito da sempre dalla nostra famiglia, ho fatto la mia prima esperienza di trekking sul sentiero Roma, sono salito sul Badile, sulla punta Allievi alla Rasica, il tutto senza mai aver fretta, senza mai correre, con un minimo di materiale, eppure con un efficacia strabiliante, tanto che i tempi della Bonaccossa erano sempre ampiamente rispettati.
Per un ragazzino di 7-8 anni, rispettare il ritmo di un settantenne non è sempre facile, ma alla fine della giornata il suo muoversi era sempre molto redditizio, tanto da indurmi sin dalle prime uscite a mettermi in coda senza scorrazzare avanti e indietro anche sui sentieri più agevoli.
Crescendo negli anni, e trascorrendo le estati in Val di Zocca, ho iniziato a salire ed esplorare i massi limitrofi al rifugio per poi pian piano con vari amici e cugini a cimentarmi nell'esplorazione delle piccole pareti della punta Vittoria.
Con la nascita del Massimo, ecco che anche la Val di Mello, con le sue luccicanti pareti, inevitabilmente esercitò un grande fascino su un'adolescente che vedeva e sentiva discutere vari alpinisti e sassisti, sulle difficoltà delle nuove vie sul fatto che la Nusdeo era comunque sempre più dura di Luna Nascente.
In quegli anni i rifugi erano pieni di alpinisti che si cimentavano con rinnovato spirito su itinerari classici ritenuti sino a pochi anni prima al limite del possibile; è proprio da questi alpinisti che apprendevo i nomi, le marche e l'utilizzo dell'attrezzatura necessaria per scalare; i nodi non sono mai stati un problema; nelle giornate di brutto tempo sul corrimano della stufa economica del rifugio con la guida di mio zio Ugo mi esercitavo su ogni tipo di nodo infilato e non, tanto da fare diversi di questi ad occhi chiusi! Rimaneva un ultimo ostacolo da superare, convincere i mei genitori ad acquistarmi il materiale; i compagni non erano un problema! Il Bosca (Antonio Boscacci), da buon insegnante aveva contagiato le scuole medie che frequentavo e molti dei miei coetanei erano entusiasti di provare a salire qualsiasi cosa.
Le prime salite in valle fatte con vari amici portano nomi risentiti migliaia di volte; tunnel diagonale, cunicolo acuto, mixomiceto, kundalini, luna nascente qualche centinaio di mitiche ravanate in giro negli anfratti più assurdi dove si poteva far sosta sulle piante e non abbandonare materiale.
Dopo questo periodo esplorativo inizia l'attività alpinistica vera e propria che mi ha condotto sino ai giorni odierni attraverso salite di tutti i tipi, dal Monte Bianco alle Dolomiti con grande fermento soprattutto sulle montagne di casa, sia d'estate che in inverno, con alcune salite extraeuropee.
Non sono mai stato molto attratto dal pianeta aperture su roccia, mentre la parte di ricerca di nuove salite su ghiaccio mi ha sempre affascinato per la semplicità e la velocità con cui si effettuano. La parte relative alle cascate di ghiaccio affiancate dall'attività sci alpinistica e la collaborazione con una scuola di sci della vicina Engadina sono le componenti principali dell'attività invernale/primaverile; l'arrampicata in Val di Mello, nelle Grigne e in giro per lItalia mi accompagna sino al periodo estivo dove l'attività è sempre molto varia e distribuita su tutto l'arco Alpino.
L'autunno/inverno lo dedico ai viaggi e all'attività personale su roccia. Considero la mia professione l'evolversi di una passione innata, che si compone di molteplici aspetti che devono essere curati e aggiornati per offrire, non un modo o un modello con cui svolgere qualsiasi attività in montagna, ma gli strumenti necessari atti a ricercare, ognuno con il proprio cammino e le proprie esperienze, la consapevolezza delle proprie azioni e la ricerca di armonia con l'ambiente che si sta affrontando.
Dal 2001 sono Istruttore Nazionale delle Guide Alpine, attività che mi permette di continuare a trasmettere i caratteri importanti della professione, stimolandomi nella continua ricerca e crescita, attraverso un confronto sempre attivo e propositivo con allievi, colleghi, professionisti vari e aziende del settore. Questa attività affiancata alla parte formativa svolta per il Cnsas come Istruttore Regionale mi permette e mi stimola a rimanere sempre aggiornato e propositivo a tutto campo. Con la rinnovata veste del sito, per ogni periodo dell'anno proporrò e svilupperò un tema inerente con la stagione da affrontare sicuro di dare un contributo interessante al modo di affrontare il pianeta montagna.

Se non vi siete annoiati e siete giunti sin qui, vi auguro un buona montagna.
 

© 2004 - 2019 GuideAlpine.net - Tutti i diritti riservati